X11, Quartz e Ubuntu

Per qualche oscura ragione al fine di avere X sul Mac è indispensabile passare per le forche caudine di Quartz. Normalmente per accedere ai sistemi Ubuntu e Debian via X con qualsiasi client è sufficiente verificare che nella configurazione di ssh siano presenti “X11Forwarding yes” e “X11DisplayOffset 10“. Non riuscivo a venirne a capo fino a che ho trovato in giro il suggerimento di impostare X11UseLocalhost a “no”.

In effetti ha un senso: il proxy server X permette il collegamento alla porta 6010 su qualsiasi IP ed il valore della variabile DISPLAY viene impostato a *:10.0 invece che localhost:10.0. Si perde qualcosa in sicurezza ma funziona. Solo non capisco perché MacOSX mi costringa a questi arzigogoli. Ci deve essere un modo migliore!

Bye bye putty.

Molti usano e apprezzano PuTTY. La cosa bella di PuTTY è che viene apprezzato principalmente da chi lavora su sistemi Windows ma fa proseliti anche laddove la linea di comando impera. È molto facile da configurare e piuttosto versatile. Oggi mi trovo a lavorare sempre più spesso con un Mac e mi sono scontrato con la mancanza di una utility analoga a PuTTY.
Ho scoperto che la mia scarsa diffidenza verso il terminale mi può aiutare e mi sono ricordato non solo di utilizzare “man ssh” per verificare la sintassi e le varie opzioni, ma soprattutto mi sono chiesto se per caso non si potesse utilizzare un file di configurazione come .config (che d´altronde è standard in BSD!). La risposta era davanti ai miei occhi:
-F configfile
Specifies an alternative per-user configuration file. If a con-
figuration file is given on the command line, the system-wide
configuration file (/etc/ssh/ssh_config) will be ignored. The
default for the per-user configuration file is ~/.ssh/config.

A questo punto ho ripassato velocemente le informazioni presenti in “man ssh_config” e creato una serie di configurazioni che mi permettono di portarmi dietro tutte le impostazioni che tendo a dimenticare, senza dove utilizzare gli alias di shell (prima strada che avevo tentato).
Risultato? un comando come “ssh casa” apre una sessione ssh al PC di casa, con la corretta chiave e tutte le impostazioni che mi servono. Analogamente posso creare un tunnel in modo altrettanto semplice ed immediato.
C’è un solo aspetto che mi ha lasciato interdetto: utilizzando le chiavi generate con PuTTY e relativa suite ho dovuto ri-tradurre il tutto nello standard originario. Poco male. L’assenza di ssh-copy-id l’ho risolta con questo trucchetto.

MacOSX, Mavericks e NTFS

Per qualche ragione MAC OSX impedisce di default di utilizzare i dischi formattati in NTFS in scrittura: è consentita la sola lettura, salvo utilizzare applicazioni di terze parti.

Ho dato un´occhiata alle applicazioni disponibili, a quanto si dice in giro e provato con un sistema di questo tipo:

1) sudo su
2) vi /etc/fstab
3) creazione di una riga del tipo “UUID=D9202CE4-BA72-4BD4-90ED-89820BFCC5D4 none ntfs rw,auto,nobrowse” (NB l´UUID lo si ottiene con il comando “diskutil info /dev/diskXsY”)

A questo punto inserendo il disco formattato con NTFS questo viene correttamente montato in /Volumes ma non comparirà sul desktop, poco male per ora: un semplice “ln -s” risolve la questione estetica.

È possibile anche utilizzare la LABEL del disco invece dello UUID ma a questo punto il rischio è che la presenza di spazi nella stessa possa creare qualche problema.

Questo approccio non è molto soddisfacente, ma per ora mi basta. Non è soddisfacente perché ci sono diversi report di problemi con dischi NTFS scritti da MACOSX e poi risultati danneggiati. Per ora qui non è successo nulla di preoccupante ed ho il tempo necessario per decidere se procedere verso una soluzione open source o commerciale. Il supporto di fstab in MAC OSX è esplicitamente deprecato, quindi utilizzarlo significa assumersi tutti i rischi del caso (per esempio che con il prossimo update smetta di funzionare come descritto).