Camargue/2–Se vi piace vincere facile…

Visti i risultati della giornata precedente ho deciso di puntare subito il Parco ornitologico di Pont de Gau. Fenicotteri e altri volatili abbondano.

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D’altronde sono proprio vicini, soprattutto la mattina quando vengono nutriti abitualmente dagli operatori…

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Abbiamo trascorso tutta la mattina lungo i sentieri del parco. Poi abbiamo proseguito per i dintorni a partire dalla super-turistica Saintes Maries de la Mer. Pomeriggio e sarata in quel di Arles, passeggiando tra le Arene e nel centro storico. Bello il museo Reattu, dove abbiamo la fortuna di visitare anche la mostra di Lucien Clergue, fotografo autodidatta che è riuscito a laurearsi con una tesi fatta di sole fotografie oltre che anima dei Rencontres d’Arles. Cena non certo memorabile.

Camargue/1

La sola settimana di vacanze disponibile questa estate è stata dedicata al sud della Francia, nei dintorni di Arles. La prima giornata l’abbiamo trascorsa alla ricerca dei fenicotteri rosa attraversando tutta la Camargue. Da Arles ci siamo diretti a Saint-Gilles, dove volevo visitare l’Abbazia di Sant’Egidio inserita nel patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e la cui facciata romanica è considerata una sorta di libro iscritto nella pietra. Visita breve perché la facciata non è certo in ottimo stato, peccato, anche se lo stile provenzale è ben riconoscibile ma l’antica ricchezza sembra rapidamente divorata da una specie di lebbra lapidaria.

Da Saint-Gilles a Aigues-Mortes la distanza è breve. La cittadina è davvero pittoresca con la sua cinta muraria. E’ anche molto turistica. Decidiamo di non passeggiare per le mura e soprassediamo rispetto alla visita delle locali saline. A due passi dalla stessa cittadina ci sono l’impressionante – per via della dimensione – spiaggia dell’Espiguette e la massiccia Tour Carbonnière, antico passaggio obbligato e quindi dogana ideale. Dalla sua cima lo sguardo abbraccia agevolmente il selvaggio panorama circostante.

Alla ricerca della tipica fauna locale bipede (i quadrupedi, tori e cavalli, abbondano) si spostiamo verso Scamandre. La passeggiata è bella, ma di volatili se ne vedono pochi e tra questi non c’è alcun fenicottero. Allora decidiamo di puntare Salin de Giraud. Ricordavo grandi montagne di sale. Non ci sono più. C’è ancora il colore rosato delle vasche delle antiche saline (chiuse da oltre 15 anni) e soprattutto ci sono i fenicotteri rosa.

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Ci rimettiamo in moto e ci dirigiamo Sambuc, verso un ristorante segnalato da amici fidati. Purtroppo l’Estrambord è aperto solo all’ora di pranzo (non è esattamente un locale per turisti!) ma il proprietario ci indica un buon ristorante che diventerà un appuntamento ricorrente delle prossime serate: il Flamant Rose ad Albaron.