Venerdì.

Venerdì a Roma. Il tempo è clemente nonostante le previsioni pessime. Il traffico favorevole. Gli incontri scorrono via bene ed alla fine arrivo alla Stazione di Roma Termini con qualche ora di anticipo sul previsto. Ieri sera non ero riuscito ad acquistare un biglietto online ma era tardi e pensavo a qualche problema tra la sedia e la tastiera. Provo alle macchinette. Nulla di acquistabile, neppure volendo pagare le ariffe più incomprensibilmente care, dalle macchinette. Provo con Italo. Idem. Provo con la biglietteria delle Ferrovie dello Stato ma dopo una coda infinita il risultato non cambia. Alla domanda “Come mai non ci sono biglietti disponibili?” la risposta di tutti gli esseri umani è stata “Venerdì”.

Alla fine sono riuscito a trovare un biglietto per un Frecciarossa fino a Bologna da dove ho proseguito con un treno regionale veloce. Una via di mezzo tra un accelerato ed un diretto che dovrebbe impiegare poco meno di tre ore per coprire 219 km (secondo l’orario delle ferrovie dello stato). Con piccolo sforzo raccatta qua e la’ quei pochi minuti che gli consentono di superare ampiamente le tre ore e tenere una media reale di poco superiore ai 70 km/h.

Roba che qui tocca rivalutare i servizi aerei.