Internet Freedom Agenda?

Ricordo bene un bel discorso di Hillary Clinton dello scorso anno sulla volontà di finanziare progetti all’interno di una “internet freedom agenda”, perchè c’è una sola Internet in cui firewall e censure non devono avere diritto di cittadinanza. Erano i tempi della primavera araba, del blocco di Internet in Egitto per qualche giorno ed una strategia internazionale per fare del ciberspazio la nuova frontiera della libertà poteva anche rendere accettabile l’idea di un approccio da venture capital e digeribile la risposta ipocrita su Wikileaks (non la critichiamo per il fatto di aver usato Internet…). Se ve lo siete dimenticati ripartite da questo articolo di Wired.

Ieri “i federali” hanno sequestrato il server su cui si trovano il remailer anonimo mixmaster di ECN, all’interno di un’indagine che riguarda diversi allarmi bomba presso un’università della Pennsylvania. Sledgehammer approach secondo riseup, visto che l’operazione ha avuto danni collaterali non trascurabili e ben difficilmente sul server si troverà alcunché di utile per le indagini (visto il modo in cui funzionano gli anonymous remailer).

Same old story: tra il dire e il fare…