La storia di Olaf e del car-aglio di contrabbando

L’ufficio europeo anti-frodi (in francese Office européen de lutte anti-fraude, da cui l’acronimo OLAF con cui viene spesso denominato) si occupa di contrastare le frodi che danneggiano il bilancio europeo. Che si tratti di contrabbando, di appalti truccati o di finanziamenti ottenuti due volte per lo stesso progetto questa solerte burocrazia investigativa si occupa di smascherare gli abusi perpetrati dagli euroburocrati o ai danni dell’eurobilancio.

La cosa divertente è che la documentazione relativa all’ultimo anno di attività racconta di come abbiano abbandonato il numero verde telefonico come mezzo di contatto a favore di un form anonimo sul web. Visti i numeri di segnalazioni non metto in dubbio che si tratti di scelta oculata.

Quello che mi lascia perplesso è il fatto che una delle attività di successo documentate sia la rivelazione di una truffa alla dogana austriaca in tema di importazioni di aglio. Roba che per venirne a capo sono ricorsi agli esami del DNA. Mentre per l’operazione SIROCCO (più prosaicamente mirata a contrastare il contrabbando tradizionale) non ho visto numeri l’operazione “misdeclared garlic” ha portato alla luce un’evasione di dazi per 1,6 milioni di euro. Ma quanto aglio importano gli austriaci?! (considerato che l’evasione è quantificata in 1.20 euro/kg il conto è presto fatto e la domanda è retorica).