Storiaccia reale.

Non sfrutto particolarmente i prodotti di virtualizzazione anche se mi piace di tanto in tanto giocarci, perche’ sono dannatamente comodi per molte cose. Non entro nel merito della questione ma l’impressione che mi fanno certe situazione e’ sempre pessima. Un gruppo indipendente pubblica uno studio interessante: Project Virtual Reality Check. Di primo acchito sembra un’esca per attirare persone ad eventi importanti e tutto l’indotto ma leggendolo velocemente si scoprono cose interessanti (almeno per me, che ne sono quasi digiuno) sulla configurazione degli hypervisor e soprattutto sull’impatto che hanno certe configurazioni sul loro comportamento (attenzione che dovete registrarvi per accedere alla parte interessante). Me lo segno come “da approfondire” e procedo oltre anche se capisco subito che i risultati non sono lusinghieri per la corazzata VMware.

Poco fa scopro che VMware ha pubblicato con sospetto tempismo una nuova suite di test che guarda caso riporta risultati completamenti diversi. Giusto il tempo di insospettirmi e trovare la replica del concorrente. Varrà la pena attendere che qualcuno neutrale ristabilisca un po’ di ordine nei numeri e nei modi di misurare le performance, di certo ho la sensazione che dal 3401 di Hillview Avenue in Palo Alto provenga un forte odore di bruciato.