Opensource: sempre piu’ in voga?

A leggere il susseguirsi di report e analisi che dichiarano quanto l’opensource sia appetibile e stia prendendo piede ci sarebbe da pensare che Linux, Apache, OpenOffice e compari vari abbiano ormai conquistato il mondo. O almeno siano sulla buona strada. Non e’ cosi’. Ho comunque l’impressione che anche nel mondo delle aziende si stia guardando a questa realta’ in modo diverso e piu’ attento.

E’ facile riscontrare, almeno tra quanti lavorano parlando italiano, che non e’ cosi’ evidente quanto sia forte il vincolo nei confronti del vendor. Oppure vedere qualcuno che scrolla le spalle pensando che in fondo e’ una buona scusa. Un tempo era IBM, oggi forse e’ Oracle piuttosto che SAP, ma ci sono quei nomi che sono una garanzia di immunita’ per l’IT Manager medio.

Se io fossi un IT Manager non credo che mi piacerebbe legarmi mani e piedi ad uno o pochi vendor con una relazione piu’ duratura di qualunque altra. Eppure e’ lo scoglio verso cui derivano molte operazioni di consolidamento e razionalizzazione del parco server. E potrebbe essere invece l’occasione per ragionare dell’adozione, magari soft, di sistemi opensource. Investendo nello sviluppo delle competenze delle persone che lavorano sui sistemi. Si puo’ fare ricorrendo a brand di prestigio (IBM, Sun, Novell hanno un portafoglio interessante e sono solo i primi che vengono in mente) ma soprattutto si puo’ fare decidendo di scegliere e non soltanto di subire il meno peggio.