Mini tutorial: reputazione on line?

Negli ultimi giorni mi è capitato di parlare più di una volta di controllo della reputazione on line. In realtà mi sono reso conto che nonostante io sia un utente di Naymz, che mette in bella evidenza il discorso reputazione, il mio approccio era piu’ neutro e che il termine reputazione mi dava qualche fastidio: io cerco di capire se e quando si parla di qualcosa / qualcuno.

Ecco come faccio, visto che la cosa mi pare semplice, alla portata di chiunque abbia qualche attimo di tempo ed a quanto pare puo’ essere utile.

Naymz è gratis, per l’uso base. Io al momento lo uso in questa versione. Comodo in stile linkedin, soprattutto per il fatto che puo’ pubblicare degli annunci su Google con il proprio nome e cognome e che puntano al profilo pubblicato. Tutte le volte che il profilo viene visitato avvisa. Comodo, soprattutto se ci perdete qualche po’ di tempo all’inizio per avere un po’ di referenze e raggiungere un punteggio elevato. Il punteggio è dinamico, perché basato sulla media degli iscritti ma sono da un po’ al livello massimo non avendo fatto granché di particolare.

Google Alert.  Nulla di meglio per capire quello che succede nei meandri degli indici di Google e che abbia attinenza con il tema. Io ho impostato un alert per il mio nome ed uno per il nick prediletto (quasi.dot) oltre che per la URL base di questo blog! Una volta al giorno ricevo le novità (se ci sono). Comodo.  Non uso più Technorati (preferisco Google Blog Search, se proprio devo) ed ho segnato MonitorThis come servizio da provare ma non l’ho mai sperimentato (l’idea di cercare tra 20+ motori e offrire un feed con i risultati sembra buona).

Non è molto ma è un buon punto di partenza. Non vi pare? Io in realtà pensavo fossero servizi stra-noti e abusati ma in questi giorni ho scoperto che non pare proprio…

7 Replies to “Mini tutorial: reputazione on line?”

  1. Anch’io ho provato come te questi servizi gratuiti per monitorare la reputazione online, ma decisamente non sono rimasta soddisfatta dei risultati ottenuti! Ora invece sto utilizzando un nuovo servizio, il Reputation Guardian, e per ora sono soddisfatta della qualità del servizio

  2. Non sarebbe male sapere come accedere al servizio, quali costi si devono sostenere etc. perche’ a me pare un’iniziativa commerciale con nome inglese di un’italianissima azienda, con tanto di numero di telefono per i contatti in home page… tutto molto bello, ma quanti dubbi 😉

    Ciao, f.

  3. In italia certi servizi sono pensati e progettati intorno alle aziende, non al singolo. Per questo non trovi informazioni di costo “al chilo” 🙂

    Comunque se uno si sa “arrangiare” gli strumenti gratuiti una grossa mano la danno, il problema poi è assegnare un valore alle citazioni che si trovano in giro in base ad una serie di criteri specifici.

    Pensa ad una grossa azienda: puoi avere a che fare con centinaia di citazioni al giorno ma non capire quale è rischiosa (o vantaggiosa) per te, e quale puoi ignorare.

    Infine ci vuole qualcuno che ti dica cosa fare quando hai rilevato una citazione che reputi un possibile problema per il tuo brand.

    Per la serie: Monitorare è la parte più semplice di tutto il lavoro 🙂

  4. @DSOM/Tommaso: d’accordo, il tuo ragionamento non fa una grinza. Ma quando si parla di strumenti gratuiti in qualchecosa che mica e’ orientato alle aziende (ed e’ pure lontano dalla mia – pur scarsa – professionalita’) ed uno a caso arriva e dice “uauh! io uso questo e va benissimo” io qualche sospetto me lo faccio venire 🙂

    Ciao! f.

  5. ciao Francesco 🙂

    posso capirti ovviamente 😛

    Comunque per quanto riguarda gli strumenti gratuiti con una combinazione di vari tool anche un minimo più avanzati (API di google e Yahoo Pipes) si può raggiungere un ottimo livello di rilevamento, anche se lo sforzo per raggiungerlo è un pò alto se si pensa all’effettiva necessità di un individuo singolo.

    Per la serie chi ne ha l’effettiva necessità può di solito permettersi di pagare qualcuno che lo fa per lui 🙂

    Questo per l’italiano, per l’inglese esistono ottimi strumenti gratuiti reperibili facilmente online.

    byez, e complimenti per il blog! 😉

  6. Yahoo! Pipes e’ notevole ma poco pratico per queste cose. Le Google API vanno benino, ma hanno una barriera all’ingresso che scoraggia qualunque dilettante (non sono immediatissime per i non programmatori) anche se sono sempre piu’ usabili.

    Alla fine mi pare che con Google Alert si faccia gran parte del lavoro, anche se rimane una gran parte di rete oscura e difficilmente raggiungibile. Questo per “rilevare” le cose che ci stanno a cuore (un nome, un marchio, etc.). Diverso il discorso di promuovere (non necessariamente in senso commerciale) la propria identita’: mi piace che chi cerca il mio nome e/o cognome e/o nick mi trovi velocemente. Per fortuna non mi chiamo Paolo Rossi 🙂

    Ciao, f.

  7. > Yahoo! Pipes e’ notevole ma poco pratico per queste cose.

    ti assicuro, con un sapiente utilizzo di pipes si fa praticamente di tutto, è veramente estremamente comodo e decisamente più facile delle api di google.

    ad esempio puoi avere RSS di ricerche yahoo, associandole a ricerche con site:dominio.com e gruppi di kw puoi fare ricerche su portali verticali per monitorare la tua reputazione su siti specifici che nn hanno un RSS.

    Alert è in realtà abbastanza limitato se si cerca una buona sicurezza (non posso perdere neanche 1 citazione) e una ottima velocità di rilevamento.

    Certe cose non vengono rilevate, sopratutto se escono su “blog” sconosciuti contemporaneamente a fonti più rilevanti sullo stesso argomento.

    Le citazioni vanno analizzate tutte.. 😉

    e poi trovo la mail più scomoda dell’RSS, portare gli alert in RSS non è impossible ma sicuramente neanche comodo! 😉

    bye bye, alla prox

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