Mozilla Prism: perche’ mi piace (tanto)

Chi mi conosce appena un po’ sa che non amo molto la TV. Nulla in contrario, ma non la guardo molto e trovo spesso piu’ interessante osservare il monitor di un PC. E’ un mio difetto. Cosi’ quando mi sono messo a seguire Joost qualcuno ha sospettato che la TV via web mi avrebbe riportato sulla retta via. In realta’ tutto il mio interesse per Joost derivava dal fatto di sapere quanto avessero sfruttato XUL e XULrunner, il vecchio nome di Prism.

Quando provo a parlare di Prism percepisco uno scetticismo diffuso: da chi pensa che si tratti solo di un altro modo passo indietro – dimenticando il tabbed browsing e rivivendo con orrore i tempi delle shortcut salvate sul desktop – a chi ritiene che altre soluzioni siano piu’ mature e utilizzabili. I primi sono normalmente cultori della command line: con opportuni parametri (–noquesto –noquello –‘radicequadrata della risoluzione del monitor utente moltiplicata per il numero di colori’) e’ possibile lanciare un browser qualunque in modo che non visualizzi il menu, apra direttamente una URL ed insomma… sia una specie di gabbia a prova di stupido. I secondi invece mi parlano spesso di AIR, talora di Silverlight e qualcuno persino di Bubbles. Tutte cose molto interessanti ma in Prism io vedo altro.

Intanto Prism e’ cross-platform: esiste per Windows e Linux e Mac, ma soprattutto Prism e’ open-source. Io non so se Prism sia meglio di AIR o altri. Non mi interessa. Mi interessa invece e molto poter utilizzare quelle applicazioni che alcuni programmatori stanno creando utilizzando REST e un po’ di AJAX. Queste applicazioni sono in certa misura dei downgrade rispetto a certe esperienze piu’ o meno proprietarie ma di massima devono poter funzionare con IE, Firefox, Opera o quello che preferite senza far ammattire l’utente relativamente alla presenza di quel plugin, quella estensione o quell’altra applicazione. Da quel che ho visto AIR e altre soluzioni introducono un’ulteriore problema di dipendenze (tipo che e’ consigliato Flash, Acrobat etc).

Infine Prism e’ anche una soluzione all’avidità di risorse (in particolare memoria) di Firefox, ma e’ soprattutto la possibilita’ di creare un’applicazione utilizzando XUL e un po’ di Javascript e poterla eseguire senza lanciare un browser. Pensate agli innegabili vantaggi per chi deve amministrare le configurazioni dei posti di lavoro: ve la immaginate un’applicazione che non ha bisogno di essere distribuita piu’ o meno contemporaneamente su tutti i PC aziendali, riallineando la versione dei driver utilizzati per il database e magari modificandone un po’ la configurazione?

Il problema di Prism oggi e’ proprio il fatto che sia open source: come tutti i progetti di questo genere deve poter attrarre programmatori e quindi e’ annunciato e distribuito fin da giovanissimo. Ci vorra’ ancora un po’ di pazienza e dobbiamo sperare che cresca bene ma spero che siano chiari i motivi per cui mi piace e molto.

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