Parlando di plagio

In molti blog che seguo con passione c’e’ spesso un fil rouge che unisce molti post. A volte e’ un tema ricorrente, altre volte l’intrecciarsi di diversi temi. Nel caso di Enrica aka Boh l’intreccio tra Oriente, citazioni e plagi è sempre interessante.

Adesso ha scritto al Direttore Riotta, lamentandosi per la situazione creatasi a seguito di un suo intervento per il giornale RAI. La storia sa di vaudeville per i tempi che mi immagino leggendo il racconto di Enrica.

Si da’ il caso che Marco Mazzei abbia promesso un approfondimento su due temi molto vicini: il ruolo di Google come editore e quello dell’ordine di pubblicazione delle notizie. Io stavo pensando ad una qualche frase ironica per via del fatto che per commentare tocca registrarsi: se lo fa pinco pallo non mi disturba, se lo fa Panorama piuttosto che Avvenire (non dico a caso, Mazzei scrive un bel post partendo da un battesimo). Invece ho pensato al fatto che stiamo andando vicini al punto critico: la fonte. Non che sia esperto in materia ma il problema alla fine non si risolve citando le fonti da cui si e’ appresa la notizia? Il bello del web e’ che ha gli hyperlink, tutto il resto e’ contorno. Poi viene il problema del modo in cui si ordinano le notizie, e qui si torna di rimbalzo alle classifiche di GooBurner…

3 Replies to “Parlando di plagio”

  1. Intanto, Francesco, grazie della passione con la quale dici di seguirmi!:)
    Forse è la mia con la quale ragiono, scrivo, dialogo e mi incavolo, talvolta.

    Perché il tema del copyright è davvero intrigante, specie sul blog, che l’estrema facilità di fruizione rende “aperto ai 4 venti” della copia, del saccheggio e così via. A me è successo spessissimo, agli inizi mi arrabbiavo anche con i blogger famosi che riprendevano temi, notizie (spesso di Oriente, improbabili per loro), modi di scrivere e frasi pitte pitte e non mi citavano e linkavano MAI, ma dico mai. Neanche di striscio.

    Una volta l’ho anche scritto a Mantellini in pubblico. Ma lui era già famoso, io avevo appena cominciato e lui ovviamente, intelligentemente, mi ha semplicemente ignorato:)

    Volevo dire che poi, pian piano, a un po’ di cose mi sono adattata, nel senso che le vedo copiate verbatim e vabbè, qualche volta invece voglio sapere che succede.

    Sinceramente io non copio, neanche le idee, perché di mie ne ho sin troppe, mi ribolle la testa..:(
    E neanche i miei modi di dire anche inventati, o assemblati qua e là nel mondo, ne ho sin troppi, scrivendo ininterrottamente d quando avevo 4 e dico quattro anni. Spesso li che ho trovato ripetuti verbatim (ed erano tutti miei, inventati da me) da blogger famosi, RAI, e così via. Potrebbe essere un caso? Ne dubito. Ci sono allocuzioni tipiche, circonvoluzioni e parafrasi mie. Che da bambina facevano ridere tutti…:( e mi ci prendevano in giro.

    Anche tu, fra l’altro, usi dei modi di scrivere che, per essere un techy, sono tutti tuoi.
    Come sei di una curiosità “tecnica” che è molto tua. Sei un passo più avanti di molto altri che fanno i “divulgatori tecnologici” e i PR. Per questo di leggo sempre.

    Dicevo che essere più conosciuta mi aiuta, dato che che ora addirittura qualcuno ci prende gusto a citarmi:) Prima invece c’era un’appropriazione indebita continua.
    Ma forse Internet è così per tutti!

  2. Il problema del plagio e’ vecchio quanto l’uomo, temo. Oggi e’ tecnicamente banale ed e’ probabile farla franca. Quello che e’ interessante e’ capire se sia possibile sperare che si diffonda l’idea, semplice, che sara’ anche possibile farla franca qualche volta ma prima o poi ci fai una figuraccia ingestibile. Siamo ancora nello stadio in cui la figuraccia e’ tollerata, o forse siamo sempre e solo il paese dei furbetti?

    Vedrem 🙂

    ciao, f.

  3. La figuraccia è tollerata! Se pensi che ho avuto dei commenti che dicevano, in buona sostanza, “figurati, che è poi quello che hai fatto! IO ho fatto molto di più e meglio! E non ho chiesto niente!” e la persona mi ha anche rimproveratoi di aver chiesto di essere pagata!!

    Vedi, anche in questo caso, i soldi servono (a parte l’ovvietà del perché devi essere pagato per una prestazione professionale) dicevo servono a farti riconoscere ufficialmente il tuo contributo: infatti si chiama “spettanza”.

    Comunque leggi il mio ultimo post! Ho scoperto che Mungo mi ha parzialmente messo nel GR3!
    Tagliandomi qquasi del tutto e probabilmente passando le cose ad altri servizi, però mi ha messo da qualche parte con nome e cognome, sebbene con un’attribuzione diversa!

    Ciao, e grazie:)

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