La misura e’ colma?

Temo di si’. Temo che la misura sia colma e non ci sia piu’ spazio per ulteriore indignazione e dignitosa incazzatura. Oramai solo un poeta potrebbe scriverne senza sembrare un demagogo qualunquista o roba del genere.

Capita infatti che Roberto abbia ripreso a scrivere, per il piacere di chi lo legge sempre volentieri, come me. Con i suoi post fioccano le storie e le osservazioni dello sfacelo attuale, family pay e storia di D. sono solo due episodi, per dire… che finiremo tutti a far compagnia a Brunetto Latini.

Capita che il Quinta continui incessante nella sua produzione di motivi di incazzatura perenne e incontenibile. Scorrete qualche post a caso sulle vicende di Telecom o delle TLC in Italia e poi ditemi se uno non deve inquietarsi…

Oggi e’ anche il giorno in cui Pietro Ricca diventa il simbolo del modo in cui ci facciamo passare la voglia di censura, visto che in un commento al suo blog scrive:

CARI AMICI, NON POSSO AGGIORNARE IL BLOG. Mi è stato chiuso con atto della procura di Roma, un “sequestro preventivo” notificatomi alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del “nucleo speciale contro le frodi telematiche”, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentta da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa. Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube.

Il video per ora e’ al suo posto. Cosi’ da potersi fare un’idea di cosa esca dalla bocca del fido Fede in risposta alla provocazione del Ricca. Il post censurato e’ rintracciabile nella cache di Google.

Io mi incazzo due volte: prima perche’ le fiamme gialle sono mandate presso ITnet (alias Wind, pare siano loro a ospitare il sito) per un’operazione inutile e controproducente, poi perche’ prima o poi dovremo deciderci a capire che l’autoreferenzialita’ dei blogger e’ frutto dell’autismo diffuso in quelli che internet e’ il covo degli orchi e della pedopornografia.

Infine lo scandalo tutto italiano nello scandalo italiano. Il portalone costato l’equivalente di un paio di migliaia di annualita’ di un impiegato. Chi mi conosce sa quanto poco ami l’archetipo dell’ingegnere. Non avevo ancora conosciuto un ingegnere burocrate in grado di esprimersi con i bizantinismi circonvoluti di un leguleio che vuole impressionare il vicino ultranovantenne. Uno che abbia il coraggio di scrivere nero su bianco frasi come:

La posizione legittimante l’accesso è costituita da una posizione giuridicamente rilevante e dal collegamento qualificato tra questa posizione sostanziale e la documentazione di cui si pretende la conoscenza (Consiglio di Stato, sez. V, 16 gennaio 2004, n.127),posizione sostanziale non individuabile nell’aggregazione spontanea “Scandaloitaliano”, dal momento che la semplice riunione di soggetti non legittimati all’accesso non può creare ex se la prescritta legittimazione in capo alla riunione stessa.

Ma scherziamo? Ma se il principio e’ semplice: l’accesso ai documenti e’ consentito a chiunque ne faccia richiesta. Punto. Se lo chiedo avro’ un interesse. O dobbiamo disquisire di interessi legittimi e di inferiorita’ dichiarata del suddito? O dobbiamo pensare per forza che i motivi per cui non si pubblicano gli atti sono altri?

Mi stavo pensando un post ironico sul fatto che i francesi migrano l’Assemblea Nazionale a Linux quasi d’imperio mentre noialtri ci dobbiamo rallegrare per il fatto che alla Camera i deputati potranno richiedere di avere un computer basato su strumenti open e magari sfruttare il wi-fi… Altro che Italia-Zuckenberg!

One Reply to “La misura e’ colma?”

Comments are closed.