File Recovery

Questa è una recensione sponsorizzata da SponsoredReviews.

File Recovery è un software che permette di recuperare file cancellati, quale che sia la causa della loro cancellazione. Le modalità di funzionamento di questo software non sono solo quelle che ci si può attendere: ci sono funzionalità per il recupero di intere partizioni ed anche di volumi RAID.

La versione più raffinata (ed onerosa: quasi 100 dollari) permette di creare un CD o DVD avviabile che consente di lavorare anche quando il danno sia stato fatto sul disco di avvio. L’ambiente è quello ben noto di WinPE. In questa modalità è possibile, disponendo di un altro disco con spazio sufficiente, creare un’immagine del disco su cui si sono registrate le perdite o danneggiato e lavorare su questa immagine senza toccare “l’originale”.

Le funzionalità legate alla possibilità di ripristinare foto cancellate da supporti magnetici (flash o simili) sono agevolate dalla possibilità di avere un’anteprima del file cancellato, prima di ripristinarlo. La cosa vale per un certo numero di formati che coprono la gran parte di quelli con cui si ha normalmente a che fare.

La versione di prova distribuita gratuitamente non ha scadenza temporale ma un limite legato alla dimensione massima dei file recuperabili: 64k. Non è molto ma è sufficiente per fare qualche prova di funzionamento, per esempio provando la scansione automatizzata del disco o delle partizioni su cui si intende operare. La funzione QuickScan è piuttosto rapida ed efficace ma su una vecchia chiavetta USB o sperimentato il c.d. SuperScan. Al prezzo di un tempo nettamente superiore ha offerto risultati notevoli legati all’utilizzo del riconoscimento dei tipi di file secondo la loro “firma” e non semplicemente l’estensione del file. Nel mio caso ho cercato di recuperare i file di un’immagine avviabile di Debian nonostante avessi cancellato tutto e utilizzato la chiavetta per lo scambio di file.

Un consiglio: un software di questo genere andrebbe sempre tenuto a portata di mano e provato con calma. Anche solo perchè installare qualcosa sul medesimo disco su cui avete perso dei dati diminuisce le probabilità di ripristino. Avere poi un minimo di dimestichezza con questi strumenti (che sono tutto sommato abbastanza semplici e intuitivi ma non così banali) aiuta. Saper usare le funzioni per salvare altrove i file ripristinati, oppure la lista dei file recuperati o saper creare un’immagine del disco su cui si sono verificate le perdite può fare la differenza. Indipendentemente dallo strumento adottato.

Se avete bisogno di un prodotto che possa portare a termine il suo compito e non avete il tempo o il modo di valutare alternative questa è una soluzione che vale i suoi soldi (29.95 dollari la licenza standard, 44.95 la licenza professional – che permette anche il recupero delle partizioni cancellate – fino ai 99 dollari della versione Enterprise che offre la possibilità di creare un’immagine avviabile).