Guadagnare con il blog?

Un blog che leggo sempre volenteri solleva l’annosa questione del guadagnare con il blog. Tema dibattuto da tempo e che normalmente risolvo con una mediazione tra la purezza assoluta (quella di Gaspar, anche solo un byte di pubblicita’ e ti dimentico) e il buon senso (basta poter distinguere bene tra quello che e’ pagato ed il resto, ma soprattutto non essere penalizzati). E’ per questo che ho eliminato gli annunci google (che mi servivano per avere statistiche semi-attendibili) e sperimento volentieri qualsiasi marketplace per blog (ben sapendo che se non scrivi in inglese sei tagliato fuori dai numeri importanti) utilizzando la categoria sponsored e chiari disclaimer (almeno mi auguro che siano chiari!)

Il punto e’ che per avere qualche speranza di fare soldi con (un?) blog vendendo pubblicita’ bisogna avere dei numeri di traffico alti. Quindi tutti quelli che non fanno parte di un network specializzato possono solo confidare nel fatto di creare un seguito enorme in virtu’ della qualita’ dei propri contenuti. Quanto meno improbabile, oggi, per almeno il 95% dei blog italiani censiti su blogbabel o blogitalia.

Se ci sono chance queste sono al di fuori della pubblicita’ sul blog: ottenendo delle sponsorizzazioni oppure mettendo la pubblicita’ altrove. Mettere la pubblicita’ altrove significa far lavorare la conoscenza o le competenze specifiche per sfruttare il meccanismo della pubblicita’. Il mestiere e’ quello del domainer e funziona piu’ o meno cosi’: si registrano domini internet in gran quantita’, si parcheggiano su ISP che permettono di piazzarci sopra gli annunci e si tenta di raccogliere quanto piu’ traffico possibile. Questo permette ai non anglofoni di lavorare su volumi di traffico interessanti e, raffinando le tecniche, magari di guadagnare dei bei soldi. Sono poco portato per questo tipo di operazioni che considero poco appassionanti, ma se il desiderio e’ quello di guadagnare con la pubblicita’ vedo piu’ facile monitorare i blog per trovare “nomi” e “marchi” interessanti che non sperare di incassare qualcosa da Google Adsense o alternative similari.

La seconda strada è quella che io chiamo della sponsorizzazione. Ne ho gia’ parlato ampiamente e non la considero particolarmente disdicevole o foriera di chissa’ quali perturbazioni dei contenuti.  Nessuna illusione pero’: non si diventa certo ricchi. Io ho comprato un paio di libri su lulu.com (e nonovvio continuo a consigliarlo!) e sto per realizzare la mia prima operazione da venture capitalist. Se avessi la meta’ degli anni che ho probabilmente cercherei di curare piu’ di un blog e frequenterei temi che possono attrarre un discreto numero di lettori; poi integrerei pubblicita’ e sponsorizzazioni. Con un pizzico di fortuna potrei ottenere qualche guadagno apprezzabile, come mi successe all’epoca in cui avevo la meta’ dei miei anni raccogliendo frutta. Ancora oggi, immagino, scaricare le cassette ai mercati generali o raccogliere frutta funziona altrettanto bene e non e’ detto che sia piu’ faticoso. Forse solo meno divertente.

Da ultimo il mio piccolo (in tutti i sensi) contributo alla discussione in termini quantitativi:

  • da ReviewMe ho incassato 20 dollari per la prima recensione; da allora non ho piu’ avuto opportunita’
  • da SponsoredReview ho incassato 37,50 dollari per tre distinte recensioni e mi guardo bene dall’accettare incarichi sul tema “siti precotti” “credito a tutti” e simili…

Quanto sopra in sei mesi circa. Sono certo che chiunque avesse tempo e voglia superiori alle mie potrebbe fare di piu’ e meglio. Infine direi che coprono le spese vive del periodo, non di piu’. Pero’, al solito, mi sono divertito. Se qualcuno volesse altre informazioni in merito sono disponibile ad approfondire nei commenti.

11 Replies to “Guadagnare con il blog?”

  1. io non ho ancora capito qual è la “massa critica” per pensare di guadagnare qualcosa. Abbiamo convenuto che generalmente i blog italiani fanno numeri assai scarsi.

    Neppure con qualche migliaio di contatti al giorno si cava un ragno dal buco con la pubblicità. Ma allora? 🙂

    Non so quanti contatti faccia Grillo, forse un blog come il suo può funzionare, solo che lui non ne ha bisogno perché campa facendo altro 🙂

  2. Il volume di traffico lo puoi immaginare in due modi distinti: (a) partendo dalle dichiarazioni dei blogger che usano adsense e similari (tu citi wittgenstein.it, mi ricordo anche macchianera qualche tempo fa…) (b) facendo un calcolo sul tasso di click sulla pubblicita’… secondo i miei calcoli io posso pensare di “guadagnare” 100 euro ogni 15/16 mesi… sempre che poi google non dica che ci sono stati dei click non validi…
    Magari qualcuno che si occupa di SE&O ha dei riferimenti piu’ precisi.

    Ciao, f.

  3. proviamo a girare la domanda: quale somma considerereste sufficiente per piantare in asso il capoufficio e fare il bloggarolo professionista? 😀

  4. Quella cifra che mi consenta di mantenere lo stesso potere d’acquisto di oggi considerando che le minori certezze (assenza di contratto a tempo indeterminato) sono bilanciate dalla maggior liberta’ (almeno teorica: sarei schiavo dei nuovi datori di lavoro|moneta).

    Per quel che mi riguarda 🙂

    ciao, f.

  5. Io ho scelto di non ospitare pubblicità sul mio blog soprattutto per potermi sentire libero se parlo di qualcosa, ad esempio se parlo male di un produttore di pasta, e poi ho la pubblicità di un altro…. potei essere frainteso, o se faccio le lodi di un negozio o di un vino, e poi gli stessi mi compaiono nella pubblicità… non sarei per niente credibile…
    Con questo però non mi sento di giudicare chi invece ospita pubblicità, ne tengo semplicemente conto nei suoi giudizi.

  6. Io non ho deciso di ospitare pubblicita’, piuttosto di sperimentare 🙂

    Certo se la cosa funzionasse (ma ho molti dubbi in proposito) mi dovrei porre il problema di evitare pubblicita’ sgradite, mi pare comunque che gli strumenti ci siano. La realta’ e’ che a meno di non mettere in piedi qualcosa di eclatante dubito che l’aspetto pubblicitario possa diventare interessante 😉

    Se poi qualcuno vuole pagarmi per una recensione sono disponibile, a patto di mantenere la mia liberta’ di dire quello che penso a casa mia 🙂

    ciao, f.

  7. In America esiste già da tempo (es. Gawker Media di Nick Denton e la Weblogs Inc. dell’AOL), in Italia sta prendendo piede adesso…
    Si tratta di network di blog in cui ogni blogger è pagato per scrivere post. Più il blog è popolare e più alla quota standard si aggiungono ricompense…
    Questi nuovo editori assoldano i blogger in vario modo (ci si può auto-proporre, si viene segnalati da qualcuni, si è notati da un’apposita commissione in cerca di nuovi talenti…).
    Si riesce a guadagnare un pochino, ma che fine fa la sontaneità e la libertà del blogging? E poi… che differenza c’è ra un network organizzati di blogger retribuiti e una testata online? Nessuna, a parte che l’editore spende meno….

    salpetti.wordpress.com

  8. Io mi accontento di non rimetterci (troppo, che la bolletta comunque la pago io).

  9. Conosco bene i network di blog, ed anche le realta’ italiane del settore ed un pizzico della loro storia. Per il modo in cui mi piace scrivere su questo blog non credo che potrei collaborare utilmente con qualche network: ho i miei tempi, i miei ritmi, le mie cose ed ho gia’ un lavoro 😉

    Ciao, f.

  10. Ci sono molti modi creativi per fare soldi. Stavo pensando che il giorno che per i car pool faranno le corsie preferenziali potrei offrirmi come accompagnatore, attrezzato di laptop e connessione wireless, scrivendo sul blog e leggendo per 5-6 ore al giorno…

    Fare l’accompagnatore funziona (http://www.pfadvice.com/2006/06/21/creative-job-commute-helper/) magari funziona anche meglio quello che non rompe perche’ si fa i fatti suoi sul laptop oppure chiacchera dell’ultimo post di dudcheque… un’idea no? 🙂

  11. 60-70$ al mese, mi pago le spese del server e varie trasferte ai barcamp, ecc.ecc…
    comunque è in crescita. Comunque scrivere in inglese è sicuramente il metodo migliore per puntare più in alto e poi sicuramente la qualità!

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