Del plagio ai tempi dei blog.

Io non sono vittima di plagio. Avendo letto un post di Luca “Pandemia” Conti sull’argomento e le motivate e condivisibili lamentele di Boh in proposito pensavo di non aver nulla da aggiungere. Poi ho letto l’apologia dei piccoli numeri di Gaspar Torriero e mi son venute in mente due cose: la prima è che devo comprare almeno 3 copie de La Parte Abitata della Rete – perché non posso non leggerlo – la seconda che il problema del plagio non è nella mancanza di una netiquette dei blogger o di un’etica degli stessi. Allora cosa? E’ un problema legato al fatto che è talmente facile “rubare” il lavoro altrui da rendere la tentazione difficilmente resistibile? Forse per chi fa certi mestieri (il giornalista, lo scrittore, etc.). Non per il blogger casalingo.

Quando Raffaele (che è un signor professionista, oltretutto) si lamenta di chi lo copia sistematicamente lo fa per l’orgoglio, legittimo, relativo alla “tempestività” della citazione.  Per me la tempestività non è fondamentale: se lo seguo è per il fatto che descrive sinteticamente e bene tanti servizi che non avrei il tempo di guardare. E se leggo lui e non altri – almeno in lingua 😉 -  c’è un motivo. Il motivo sono i piccoli numeri, la simpatia che si stabilisce tra lettore e autore e che probabilmente diminuisce quando i numeri crescono, quando la mira di chi scrive è più vaga, persa in numeri più grandi e dimensioni meno amatoriali.

Sarebbe bello se il discorso contro il plagio praticato dai blogger venisse affrontato con la stessa passione che si può mettere nel tenere il blog, ma soprattutto con un po’ piu’ di leggerezza. Mi copi? Io e i miei lettori passeremo a notare certe “coincidenze” ogni giorno.

Nulla di risolutivo vero? Eppure può funzionare. Il discorso è certo molto più complicato di quanto non sembri (credits: Gaspar) ma la reputazione in questo mondo di blog ha ancora un senso, almeno mi pare. Rileggendo ho capito perché finora mi fossi trattenuto dal lanciarmi sull’argomento, ma visto che ho la pretesa di usare questo blog per i fattacci miei il post lo lascio e usero’ gli sbertucciamenti pubblici e privati come verifica dei numeri di blogbabel!

5 Replies to “Del plagio ai tempi dei blog.”

  1. Fermo restando che ognuno continua a detenere il copyright su quello che pubblica, in qualunque modo, il blogger che si lamenta del plagio assomiglia tragicamente alla major discografica che se la prende con BitTorrent.

    C’è una mancanza di netiquette (e di ben altro, secondo me), sicuro. Ma, se aspettiamo che nessuno copi i nostri post per buona educazione, possiamo anche aspettare che scompaia lo spam.

    Se qualcuno fa soldi con i nostri post, lo si denunci. Altrimenti, si faccia meglio di lui. O lo si linki: questo signore copia i miei post, andate a vedere. Chissà che non diventi, malgré soi, parte del nostro network…

  2. Infatti penso al blogger “amatoriale” non quello semi-professionale. Se qualcuno lo fa lo si dica pubblicamente. Potra’ difendersi con le stesse armi (che tra megite, techmeme e compagnia bella la possibilita’ di parlare tutti della stessa cosa e’ altissima) oppure cessare.

    Se invece parliamo di sblog o di gente che poi ci fa i soldi il discorso si fa teso e tetro… 🙂

    ciao, f.

    PS Comunque mi sono capito poco anche io 😉

  3. Io invece credo che quando ci sono di mezzo i soldi il discorso si faccia chiarissimo. Se il business model si basa sulla protezione dei contenuti, per carità, ma è un business model sbagliato, più o meno come aprire un’edicola davanti all’istituto oftalmico. 🙂

  4. Pingback: Quasi.dot

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