Microsoft, Google ed il copyright

Da qualche ora si parla tantissimo del discorso tenuto da un avvocato di Microsoft in tema di copyright all’annuale riunione degli editori americani. Quello degli avvocati rischia di diventare un filone di riflessione. La domanda che nasce dalla lettura di un simile discorso è semplice: perché un legale di Microsoft si lancia in una simile crociata contro Google Book Search? Perché usa argomenti che si possono facilmente ritorcere contro Microsoft stessa?

Tanto per fare qualche esempio: anche Microsoft ha un servizio per la ricerca di libri, si chiama Windows Live Search Books ed include pure libri protetti da copyright. La differenza è che Microsoft non pubblica “estratti” per i quali non abbia un’autorizzazione dell’autore mentre Google lo fa ritenendo che si tratti di “fair use“.

Questo signore sostiene che Google sia una specie di parassita che non crea nulla e incassa un sacco di soldi.  Microsoft invece crea del software. Io penso che GMail, GCalendar, GDesktop, GDocs e tante altre cosette simili meritino un filo più di considerazione. Inoltre, dice, YouTube è lì a dimostrare questo approccio (come se non fosse successa la stessa cosa a Soapbox!). Microsoft poi sarebbe l’innovazione, eppure ho come l’impressione che i vari Windows Live Search Qualchecosa arrivino sempre quei due tre anni dopo l’equivalente servizio Google e che tutto sommato il maggior pregio di Microsoft sia quello di saper copiare molto bene…

La cosa più divertente è che l’accusa di violazione sistematica del copyright viene lanciata dichiarando che Google farebbe dei soldi sfruttando i pirati che pubblicizzano il proprio lavoro via Google. Buffo che la stessa e identica cosa succeda sul motore di ricerca di Redmond. Forse che i pirati non si fanno troppi scrupoli quando si tratta di comprare pubblicità?

MS Live Search: pirated software

Io non mi capacito di un simile discorso. Soprattutto della scelta degli argomenti. Intanto non comprendo come si possa attaccare così un concorrente, una scelta che difficilmente paga.  Posso pensare che parlando a degli editori questo pensasse di ingraziarseli, con la riedizione di una serie di argomenti che a momenti neppure i belgi (che se la son presa anche con Microsoft…) avrebbero il coraggio di mettere insieme. Non riesco però a capire come non abbia considerato l’effetto boomerang di un simile discorso…