OLPC – One Laptop Per Child

E’ da un po’ che penso a questa storia del One Laptop Per Child o B21 di Negroponte. Sono troppo affascinato da questa sorta di tecnoguru, dai suoi articoli scritti per Wired da non rifiutare, quasi a priori, che l’idea del portatile da 100$ possa essere una stupidaggine. Probabilmente non lo e’. I lati positivi sono tanti: e’ una macchina interessante, costa comunque molto poco e fa molte cose. Non e’ adatta per riempirla di informazioni voluminose ma non mi pare un problema. Sono al corrente delle critiche al progetto: perche’ non destinare quei 100$ ad altro piu’ urgente? perche’ il computer dovrebbe essere una priorita’ per chi non ha acqua potabile? e pensare a scuole, o biblioteche di libri in lingua? perche’ pensare solo ad un mercato di ministeri dell’educazione con volumi da milioni di pezzi? c’e’ un rischio di mercato nero?

Il sito della fondazione americana risponde piu’ o meno puntualmente a queste critiche anche se in modi e toni non troppo convincenti. Ci sono comunque un po’ di cose che non mi quadrano:

-) perche’ puntare su di uno strumento da veicolare solo attraverso i governi?
-) perche’ sul mercato non sono disponibili strumenti a prezzi analoghi?
-) anche se verranno utilizzati materiali a (relativamente) basso impatto ambientale chi provvedera’ allo smaltimento di milioni di pezzi?
-) sara’ anche vero che costa meno riprogettare una macchina come questa che non convertire desktop obsoleti (e ci sono pure altri vantaggi) ma se si rompono? si cambiano e basta?

Filantropi e magnati d’oltreoceano hanno fatto grandi cose infischiandosene delle priorita’ piu’ o meno ragionevoli degli altri, e fino a prova contraria avevano tutto il diritto di farlo. Quello che non mi convince e’ che qui abbiano un visionario-utopista di chiara fama, in compagnia di una bella combriccola di aziende (AMD, Google, Red Hat, Nortel…), che fa costruire ad un’azienda uno strumento da vendere a istituzioni governative (anche a costo di fare lobbying, che male ci sara’?). Rischia pure di farcela.

E’ davvero beneficenza? Lo scopo per me e’ accettabile: vogliamo regalare a dei bambini un computer perche’ possano imparare facendo. Giusto. Bello. Ma allora regalateglielo, non costringete i governi di paesi plausibilmente indebitati fino al collo ad acquistarlo. Perche’ non metterlo in vendita? Una quota dei profitti potrebbe essere destinata a regalare questi oggetti a quelli che ne avrebbero bisogno. Uno strumento del genere potrebbe essere potentissimo verso molti bambini, anche benestanti.

Insomma: la macchina mi piace e moltissimo, mi pare un bel passo avanti per tanti versi (leggetevi le specifiche del display, tanto per iniziare) ed il sistema operativo si avvale di un’interfaccia utente spartana il giusto ma molto efficace. Non mi e’ chiaro tutto il meccanismo che ci gira intorno.

N.B. Questo post e’ (quasi) privo di link e non e’ stato corretto ma lo pubblico, nel caso qualcuno avesse da commentare per schiarirmi le idee ed anche per evitare di rimandare per l’ennesima volta l’argomento.

2 Replies to “OLPC – One Laptop Per Child”

  1. Una volta qualcuno ha detto che non esiste vero progresso finchè i benefici di una nuova tecnologia non sono per tutti. Credo avesse ragione e credo che con tutte le considerazioni del caso questa non può essere un’iniziativa negativa.

  2. L’iniziativa in se’ non e’ negativa. Pero’ c’e’ questo equivoco di fondo tra ente no-profit e governi che comunque pagano l’oggetto per ridistribuirlo. E’ un progetto grandioso, imponente, e spero proprio che abbia successo. Nell’insieme c’e’ qualcosa che non mi torna e non mi tornano neppure certe critiche. Staremo a vedere.

    f.

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