Telecom Italia, un giorno dopo

Cosa e’ successo? Quello che ci aspettava o c’e’ stato tanto rumore per nulla? C’e’ il trucco? Si ritorna ai contenuti?

L’indebitamento c’e’, e’ alto ma non preoccupante. Il problema semmai sono le cause di questo indebitamento e che non e’ chiaro se questo debito sia considerato un problema per le aziende a monte, quelle che hanno pagato per il takeover e che hanno in pancia il pacchetto di controllo.

La rinascita di TIM e’ un fatto clamoroso. La nascita della società destinata alla rete un’opportunita’ interessante per lo sviluppo del mercato. Che le due cose siano dettate esclusivamente dalla necessita’ di alleggerire gli oneri imposti di volta in volta dalle Autorita’ di regolamentazione non mi pare convincente. Il dubbio che lo scorporo di TIM non sia altro che la condizione necessaria per poi procedere alla vendita della stessa mi pare lecito. Il tempo dira’ ed i tempi di Telecom Italia negli ultimi anni sono spesso brevi.

Infine il ritorno ai contenuti, dopo aver puntato tutto sui guadagni che avrebbe dovuto garantire la connettivita’. Qui non ho ben capito a che mercato guardi TI: se il mercato e’ quello italiano allora un po’ di calcio e qualche film della fox possono funzionare; se il mercato e’ quello europeo non ho mica idea di che razza di editore ci si debba inventare, che, a partire da RAI e Mediaset non mi pare che stiamo facendo faville nella produzione di contenuti rivendibili all’estero…

L’unica cosa che mi pare evidente e’ l’assenza di una strategia precisa, ed e’ questa che finisce per instillare, a torto o a ragione, il dubbio che si tratti solo e sempre di operazioni di ingegneria finanziaria, condotte con il massimo rispetto del mercato e senza infierire piu’ di tanto sul parco buoi.