E scorporo fu.

Il Comunicato Stampa pubblicato in tema di riorganizzazione dice che il Consiglio ha esaminato e approvato un percorso che prevede:

1. la separazione da Telecom Italia S.p.A. del business di comunicazione mobile nazionale, mediante conferimento del corrispondente complesso aziendale in una società controllata, anche di nuova costituzione;
2. la separazione da Telecom Italia S.p.A. della rete d’accesso locale wired mediante conferimento del corrispondente complesso aziendale in una società controllata, anche di nuova costituzione, con mandato al Presidente di individuare le eventuali ulteriori attività idonee a integrare il suddetto complesso aziendale.

Quindi: le speculazioni dei giorni scorsi si sono rivelate fondate. Le slide chiariscono appena il concetto. L’unica cosa che pare chiara e’ che si torna alla situazione precedente la fusione: rinasce TIM. Cosa finisca invece nel concetto di “rete d’accesso wired” e come questo riesca ad alleggerire la posizione di Telecom Italia nei confronti delle Autorità di regolamentazione e controllo è tutto da capire. Ci sarà probabilmente tempo, per arrabbiarsi e dubitare. La strada e’ tracciata: il Brasile viene venduto, TIM sara’ venduta. Risolti i debiti potra’ essere distribuito quel mega-dividendo che toglierebbe dagli impicci il Tronchetti Provera. Quello che e’ successo e’ tanto (non foss’altro per l’inopinata marcia indietro su TIM) ma e’ il meno rispetto a quello che probabilmente succedera’. Insomma: e’ tutta da seguire.