Le parole sono pietre, preziose.

Rubo il titolo all’articolo pubblicato su adista da cui credo abbia tratto ispirazione anche La Stampa di oggi. On line ho trovato invece una ragionevole intervista a Messori.

Succede che con un decreto del 31 maggio 2005 il Cardinale Sodano ha stabilito che i diritti d’autore relativi a tutti gli scritti dei papi (anche antecedenti il momento dell’ascesa al soglio pontificio) spettino alla casa editrice domestica, la LEV. Dopo di che sono stati messi a punti i tariffari e pare che siano iniziate le richieste agli editori. Che dei signori che pubblicano on line un Bollettino sotto embargo avvertendo la necessita’ di razionalizzare la gestione dei proventi dei diritti d’autore non scelgano una licenza creative commons lo posso anche capire, ma che la diffusione del verbo papale comporti un onere economico a carico del fedele desideroso di letture impegnative mi pare un po’ troppo. Magari non sara’ il superamento della simonia ma almeno un mezzo passo falso. Certo che e’ curioso che la cosa emerga solo a distanza di molti mesi.

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